Jazz
giovedì 13 marzo 2014
LOVE LETTERS (2003) - ROY HAYNES
Non conosco i retroscena ma sta di fatto che nel 2003 il batterista Roy Haynes si è ritrovato a suonare con quello che si può definire un gruppo di altissimo livello, potendo contare sulla chitarra di John Scofield, sul basso di Dave Holland e di Christian McBride, sul piano di Kenny Barron e Dave Kikoski, e sul sassofono di Joshua Redman.
Dopo aver suonato con tutti i principali jazzisti di ogni tempo, aver suonato tutti o quasi i generi musicali, Roy si è distinto anche come leader e di cui l'album Love Letters rappresenta senza dubbio uno dei punti più alti della carriera musicale del batterista americano.
Si parte con l'esplosiva 'The best thing for you', per poi virare sul be-bop di 'That old feeling' con il delicato lavoro al basso di Holland che si intreccia alla chitarra di Scofield; 'Afro blue' è un capolavoro di tecnica solista che si amalgama alla perfezione in una trama fitta ed elegante. Si cambia ancora ritmo con la classica 'Que pasa?', le note appena accennate sopra la trama del basso di Hollande di 'How deep is the ocean', e ancora 'Love Letters' con un ispirato Roy Haynes che si erge a leader, la ballata anticonvenzionale di 'My shining hour'.
Terminano l'album 'Stompin' at the savoy' con uno stile molto simile a 'That old feeling' ma con un apporto più incisivo della chitarra e per finire la mistica, africana, 'Shades of Senegal 2' tutta incentrata sulla virtuosa ed espressiva batteria di Roy Haynes a chiudere in bellezza un album unico, ispirato e ambizioso.
lunedì 3 marzo 2014
BRING SIZE LIFE (1975) - PAT METHENY
Mi piace andare a ritroso nel tempo e riscoprire i primi album dei musicisti jazz che più mi piacciono.
Bring size life è l'album d'esordio di un giovanissimo Pat Metheny, nella forma del trio con lo strepitoso basso di Jaco Pastorius e la batteria di Bob Moses.
Le sonorità sono particolarmente famigliari allo stile 'Metheny', che ha fatto scuola e lanciato un numero imprecisato di imitatori intorno al pianeta.
E' un cd dallo stile rassicurante, spesso giocato sull'intreccio di note tra basso e chitarra, che si nascondono per poi esplodere in assoli semplici eppure in grado di esprimere complessità espressiva.
Da apprezzare la veloce 'Bring size life', il monologo di Pat Metheny 'Unity Village', la progressione stilistica di 'Uniquity Road', la tranquillizzante 'Omaha Celebration poi ripresa in varie occasioni da Metheny e altri musicisti jazz, su tutti vedi John Scofield.
La trama timbrica fitta e sottile pervade tutte le tracce, che si rivelano di una semplicità complessa, come solo i grandi musicisti di ogni tempo sanno creare.
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