Jazz
mercoledì 27 febbraio 2013
GERI ALLEN - MOROONS (1992)
In questi giorni sto ascoltando Maroons, un cd del 1992 composto dalla pianista americana Geri Allen.
Si inizia con 'Feed the fire' attacca con un assolo di congas di Tani Tabbal a cui si aggancia e lascia morire lentamente il piano di Geri Allen, il tutto in un minuto scarso di musica che può essere considerato un preludio all'album.
Ritroveremo 'Feed the fire' in altri due parti dell'album (centrale e finale).
'No More Mr. Nice Guy' apre con il basso di Dwayne Dolphin. Ha un ritmo discontinuo e scomposto con qualche virtuosismo al piano.
In 'And they partied' entra la tromba di un ispirato Roney in un classico ritmo di funky contemporaneo che ricorda Miles Davis.
Si passa a 'Number Four' dove troviamo Allen e Belgrave alle prese con un duetto fraseggiato, elegante e aristocratico mentre in 'A prayer for peace' è lasciato largo spazio alla tromba di .... che sembra divagare in acuti lunghi. L'uso sapiente delle spazzole da parte di ... donano al brano armonia e sottofondo ritmico.
'Mad Money' è un brano veloce che lascia libero sfogo al virtuosismo e all'improvvisazione di Roney, con due piccoli assoli per il basso di Cox (che si ripeteranno all'attacco di 'Two Brothers' con gli intermezzi di Allen) e la batteria di Aklaff sul finale.
'Dolphy's Dance' è un be-bop moderno, mentre 'For John Malachi' è un brano a mio avviso, indecifrabile quasi incompiuto, ma con una sua indiscussa forza attrattiva quasi mistica. Sicuramente non ha riscontri in nessuna delle altre composizioni del cd.
Brooklin bound 'A' apre al basso di Dolphin e poco altro.
Infine 'Maroons' chiude con un ritmo lento che ricorda una metropoli sonnolenta e svogliata.
Questo album ha lanciato Geri Allen come compositrice abile e dal tratto spontaneo. Non è riuscito tuttavia a fare breccia nel mio repertorio di 'album jazz da ricordare'.
Geri Allen - Piano
Antony Cox - Basso
Dwane Dolphin - Bass
Pheeroan Aklaff - Drums
Tani Tabbal - Drums
Wallace Roney - Trumpet
Marcus Belgrave - Trumpet
venerdì 22 febbraio 2013
JOHN ABERCROMBIE - TIMELESS (1974)
E' il primo album da compositore di un trentenne Abercrombie, che si avvale della classe cristallina alla batteria di Jack DeJohnette e dell'esperienza di Jan Hammer all'organo. Registrato nel 1974 con ECM, è stato ben accolto dalla critica di quegli anni come un lavoro di jazz fusion, anche se l'estrema originalità che si riscontra non consente categorizzazioni definitive.
'Lungs' composta da Jan Hammer è un brano veloce, spontaneo con i virtuosismi di Abercrombie in primo piano, la batteria di DeJonhette a supporto, fantastica nel dettare tempi e ritmi, fermate e ripartenze.
Nell'attacco di 'Love song' scritta da Abercrombie cambia il ritmo, la chitarra è dolce e il duetto con il piano di Hammer è in continua evoluzione, con alcuni momenti di assolo e in generale una rotonda sintonia.
'Ralph's piano Waltz' è un brano dichiaratamente fusion, classico nel suo genere, con la batteria che ritorna a tracciare linee e indirizzi non sempre simmetrici e un perfetto bilanciamento tra organo e chitarra.
'Red and Orange' è il brano più strano e veloce del cd. Il progressive rock si insinua come un vento primaverile nelle note e nelle scorribande dei tre solisti.
'Remembering' si contraddistingue per l'utilizzo sapiente dell'organo da parte di Hammer. Frequenti le intersezioni con la chitarra di Abercrombie, quasi assente la batteria. E' il pezzo più lento e indecifrabile del cd, sembra quasi non riuscire a trovare il giusto ritmo.
Infine in' Timeless' ritroviamo il tema diffuso in tutto il cd; il sapiente utilizzo delle spazzole da parte di DeJohnette e un ispirato Abercrombie (che riprende una parte degli accordi già utilizzati negli altri brani del cd) danno al pezzo un tono distaccato, quasi una pausa dal tempo (appunto 'timeless'). A mio avviso il pezzo più significativo di tutto il cd.
domenica 17 febbraio 2013
VOLVER - ENRICO RAVA AND DINO SALUZZI QUINTET (1989)
Registrato nell'ottobre del 1986 nel Tonstudio Bauer di Ludwingsburg per l'etichetta ECM questo cd rappresenta, a livello di composizione, l'ennesimo esempio di come il trombettista italiano riesca a dare un timbro sempre diverso ai sui lavori.
Volver e' un disco dalle molteplici sfaccettature e ritmi, con la tromba di Rava come marchio di fabbrica costante per tutto il cd, con il suo tipico lirismo e la soavità di melodie.
Le 'but du suffle' è un pezzo in cui la tromba di Rava ci accompagna in un viaggio intimistico e introverso, con accenni improvvisi, marcati della fisarmonica di Saluzzi.
Il ritmo cambia improvvisamente con l'attacco di 'Minguito', che mostra fin da subito la verve del quintetto unita in un rassemblement di strumenti in un tono da free jazz.
'Luna-Volver' è un quasi assolo di Dino Saluzzi e senza dubbio è il pezzo più difficile da interpretare.
'Tiempos de ausencias' riprende le medesime sonorità di Luna-Volver per metà brano, mentre per l'altra metà il ritmo si confonde e perde, il brano sembra rimanere senza una guida, quasi un viaggio alla cieca in cerca della strada maestra.
'Ballantine for Valentine' cambia nuovamente ritmo, introducendo sonorità da big band in cui si inseguono la tromba di Rava e la fisarmonica di Saluzzi, in un continuo perdersi e ritrovarsi, avvicendarsi e suonare all'unisono.
Infine 'Vision' sembra fondere tutte le sonorità e tutti i temi dei brani precedenti in un abbraccio ideale collettivo.
Su tutto la fisarmonica di Saluzzi sembra alle volte un po' troppo invasiva. Splendida invece l'armonia tra la tromba e la fisarmonica, mentre la chitarra di Pepl e la sezione ritmica risultano quasi sempre in secondo piano.
Enrico Rava (Trumpet)
Dino Saluzzi (Bandoneon)
Harry Pepl (Guitar)
Furio De Castri (Bass)
Bruce Ditmas (Drums)
mercoledì 6 febbraio 2013
Dave Holland Quintet - Extended Play (Live at Birdland) 2003 - ECM
Dave Holland possiede una grande tecnica e una splendida sonorità, altissima capacità di improvvisazione a cui si accompagna una profonda conoscenza armonica.
Le sue composizioni sono spesso molto democratiche, nel senso che nessuno strumento del gruppo tende a prevaricare sugli altri ma tutti insieme suonano in grande armonia, lasciando spazi e tempi ad ognuno.
Nell'insieme le composizioni di Dave Hollande si presentano equilibrate, mai banali e con una sapiente dose di ritmo e improvvisazione.
Questo cd, registrato al Birdland jazz club di New York nel 2003, rispecchia perfettamente i canoni a cui ci ha abituato Holland a partire dalla metà degli anni 90.
Il quintetto è composto da un sublime Chris Potter al sassofono, un maestoso Robin Eubanks al trombone, Dave Holland al contrabbasso (che ha anche composto 7 delle 9 tracce del cd), Billy Kilson alla batteria e un ispirato Steve Nelson al vibrafono.
La band risulta un amalgama inseparabile di grandi solisti in grado di esprimere un ottimo jazz, con pezzi ispirati e profondamente diversi tra loro, per ritmo, melodia e disciplina stilistica.
06/02/13
martedì 5 febbraio 2013
Infinitive search - Miroslav Vitous
Sto ascoltando in questi giorni nel viaggio tra casa e lavoro questo vecchio cd di Miroslav Vitous.
Già in questo primo lavoro da compositore si può notare come Vitous tenda a dare al contrabbasso una melodia e una tonalità che lo elevano da semplice strumento di sezione ritmica a vero elemento distintivo del quintetto.
Viene pubblicato nel 1969 quando Vitous ha solo 22 anni, riuscendo a esordire con un album a proprio nome in cui suonano tra i più grandi jazzisti di quel tempo e di sempre.
Oltre a Miroslav Vitous al basso e Herbie Hancock al piano, Joe Henderson al Sassofono, Jack De Johnette alla batteria alternato a Joe Chambers e John McLaughlin alla chitarra.
Le sonorità sono chiaramente fusion e anticipano la musica poi riprodotta due anni dopo dai Weather Report di cui McLaughlin e Vitous saranno tra i membri fondatori.
05/02/2013
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