Jazz

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giovedì 18 aprile 2013

NEW YORK DAYS (2009) - ENRICO RAVA




Nel 2009 il più famoso jazzista italiano riunisce un quintetto di grandi artisti (alcuni solisti e compositori) con varie esperienze alle spalle.

Alla batteria il compianto, grandissimo, Paul Motian che a New York era di casa tanto che negli ultimi anni aveva deciso di continuare a suonare ma di non muoversi più dalla sua città. Nato sotto la stella del pianista Bill Evans e successivamente compositore e leader di un trio con chitarra e sassofono, in questo cd come sideman riversa tutta la classe e l'esperienza accumulata in 60 anni di jazz.

Al piano il pupillo e giovane talento Stefano Bollani. Cresciuto sotto l'ala protettrice del maestro triestino, fino a diventare anch'esso compositore e leader, si rivela un partner eccellente per le atmosfere vellutate dell'album. Non si limita a interpretare con disciplina la parte del duetto minore con la tromba dirompente di Rava ma disegna con austerità note fluttuanti nella notte newyorkese.

Mark Turner al sax tenore ha forse il compito più difficile. Deve più di tutti interpretare e 'correggere' la tromba di Rava, a volte dialogare per poi di nuovo nascondersi.

Infine Larry Granadier, che di solito troviamo con il trio di Brad Mehldau, qui in veste di contrabbassista originale e contemporaneamente impegnato a tessere e gestire la trama compositiva di Rava e contrasto timbrico con il sassofono di Turner.  

E' un album dalle atmosfere rarefatte in cui Motian, Rava e Turner si muovono tra un lirismo illuminato (Lulu, Improvisation I) e improvvise accelerazioni e distorsioni della tromba (Outsider, Thank you Come Again), ballate romantiche (Luna Urbana) e dolci melodie.
Ma è in 'Certi angoli segreti' che l'album trova la sua naturale sintesi, riassunto moderno di un alchimia antica in cui la tromba del maestro triestino si muove sinuosa tra le strade metropolitane come a scoprire gli angoli segreti di una città affascinante e notturna.

Lavoro eccellente che non ci si stanca mai di ascoltare.

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