Jazz

Jazz

giovedì 12 dicembre 2013

OUT OF LUNCH (1964) - ERIC DOLPHY



Anni '60 del secolo scorso, un quintetto jazz da favola e un'idea chiara e precisa in testa: produrre un album non convenzionale, ambizioso e avanguardista.

Un frenetico Freddy Hubbard alla tromba, l'eclettico Eric Dolphy al clarinetto, flauto e sassofono, l'ispirato Bobby Hutcherson al vibrafono, l'incisivo Richard Davis al contrabbasso e un sontuoso Tony Williams alla batteria.
Out to lunch è un disco che ha sfidato la storia jazzistica, rimanendo una pietra miliare della musica del suo tempo e non solo.
Ancora oggi riascoltandolo si percepisce lo sforzo creativo, la ricerca del non banale, l'esigenza di non accontentarsi, la voglia di fare qualcosa di nuovo.
Potrei parlare della particolare univoca tessitura con cui Dolphy suonava clarinetto, sassofono e flauto, o della straordinaria capacità solista di Tony Williams, simbolo della batteria moderna. O ancora della potenza e dell'eccezionale controllo della tromba da parte di Freddy Hubbard; ma a mio avviso il rischio è quello di pensare a questo album come ad un lavoro di grande creatività di cinque jazzisti isolati.
Invece Out of lunch è figlio dei suoi tempi, molto diversi da quelli di oggi.
Preferisco invece immaginarmi un limpido mattino di febbraio del 1964, e cinque musicisti con i loro strumenti che entrano infreddoliti nelle sale di registrazione della Blue Note. Sono concentrati, sanno di avere tra le mani del materiale di alto livello da plasmare attraverso note, liriche, sequenze lunghe o corte e punteggiate, le sfumature, le sonorità e un pizzico di follia.
Dolphy suona con la solita irruenza di un tempo che sta per finire, mentre nella rare pause per un panino o un bicchiere d'acqua, ritorna implacabile nelle loro menti di tormentati musicisti il disco manifesto 'Free Jazz' di Ornette Coleman a cui lo stesso Dolphy aveva partecipato.

L'album uscirà dopo la morte di Dolphy avvenuta mentre era in concerto in Europa per coma diabetico all'età di 36 anni.



Nessun commento:

Posta un commento