In successione:
Charlie Haden, Joe Henderson e Al Foster;
Charlie Haden, Gerri Allen e Paul Motian;
Charlie Haden, Don Cherry e Ed Blackwell;
Charlie Haden, Gonzalo Rubalcaba e Paul Motian;
Charlie Haden, Pat Metheny e Jack DeJohnette;
Charlie Haden, Paul Bley e Paul Motian;
Charlie Haden, The Liberation Orchestra.
Ho riascoltato in questi giorni il cd di Charlie Haden con Don Cherry e Ed Blackwell registrato dal vivo da parte di una radio di Montreal il 2 Luglio 1989 e riprodotto in cd solo nel 1994 da parte della Verve.
Il materiale del cd proviene in gran parte da pezzi scritti da Ornette Coleman all'inizio (Something Else) oppure verso la fine (Broken Shadows) della sua carriera jazzistica e suonati in diverse varianti.
Ci sono però anche dei classici di Don Cherry tratti da LP storici come 'Art Deco' e 'Mopti'.
Si apre con il ritmo veloce di 'The Sphinx', poi 'Art Decò' il capolavoro scritto e suonato dall'inconfondibile tromba di Don Cherry.
'Happy house' si distingue per le note corte e veloci della tromba, il ritmo veloce delle bacchette di Blackwell, il basso in doppio tempo di Haden.
In 'Lonely Woman' il trio utilizza strumenti 'alternativi': il cembalo per Blackwell e la tromba tascabile di Cherry. I ritmi sono più lenti e i toni più pacati.
In 'Mopti' il basso di Haden ascende a strumento predominante abilmente accompagnato da Blackwell, con rade apparizioni di tromba, per tornare infine al blues classico con 'The Blessing'.
Ho ascoltato poi il cd di Charlie Haden con Paul Motian e Paul Bley registrato dal vivo il 7 luglio 1989.
Il cd appare più vario del precedente, con un ritmo che cambia ad ogni pezzo; è una musica non classificabile se non con rari momenti di be-bop e di avanguardia.
Anche qui si suonano quattro pezzi di Ornette Colemane, un pezzo classico di Carla Bley (Ida Lupino) e altri quattro originali.
Il trio dimostra in ognuno dei suoi mostri sacri di poter cambiare rapidamente modo di suonare rispetto allo stile consueto, adeguandosi al ritmo della musica.
I due cd sono considerati un classico del jazz e gli estimatori di Haden a ragione li considerano come uno dei momenti più alti della sua musica.

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