Il trombettista canadese
(classe 1930) emigra a 22 anni a Londra e inizia la sua carriera jazzistica in
grandi bing band di stampo prettamente inglese.
Dopo aver abbracciato
negli anni 60 il free jazz e aver composto un paio di album come compositore
viene ingaggiato dalla ECM per un progetto di grande spessore, con la
collaborazione di importanti nomi del jazz internazionale riuniti da Manfred
Eicher in un album dall’inconfondibile sound dell’etichetta tedesca.
L’astro nascente Keith
Jarrett al piano, un già esperto Dave Holland al basso e un batterista di
spessore e creatività come Jack DeJohnette, sono riuniti dall’insolito suono
del ‘filicorno’ di Kenny Wheeler.
Tre soli pezzi. Si parte
con ‘Heyoke’, dallo stile fresco e informale, con le atmosfere tipiche del
sound Ecm, permeate da accenni di free jazz.
L’album scivola via veloce
con ‘Smatter’, melodica e più tradizionale rispetto agli altri due pezzi del cd.
A chiudere l’album
l’elegante ‘Gnu suite’, una inconsueta sperimentazione musicale, con delicate
note deframmentate e fluttuanti.
E’ un album complesso ed
elaborato nell’interazione tra gli strumenti del quartetto, difficile da capire
al primo ascolto. Ancora oggi dopo innumerevoli ascolti mi capita di imbattermi
in passaggi che non avevo mai considerato; su tutto il filicorno di Wheeler
traccia dei sentieri quasi impercettibili, sofisticati e di non facile
individuazione per un ascoltatore distratto.

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