Jazz

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mercoledì 5 giugno 2013

GNU HIGH (1976) - KENNY WHEELER



Il trombettista canadese (classe 1930) emigra a 22 anni a Londra e inizia la sua carriera jazzistica in grandi bing band di stampo prettamente inglese.
Dopo aver abbracciato negli anni 60 il free jazz e aver composto un paio di album come compositore viene ingaggiato dalla ECM per un progetto di grande spessore, con la collaborazione di importanti nomi del jazz internazionale riuniti da Manfred Eicher in un album dall’inconfondibile sound dell’etichetta tedesca.
L’astro nascente Keith Jarrett al piano, un già esperto Dave Holland al basso e un batterista di spessore e creatività come Jack DeJohnette, sono riuniti dall’insolito suono del ‘filicorno’ di Kenny Wheeler.

Tre soli pezzi. Si parte con ‘Heyoke’, dallo stile fresco e informale, con le atmosfere tipiche del sound Ecm, permeate da accenni di free jazz.
L’album scivola via veloce con ‘Smatter’, melodica e più tradizionale rispetto agli altri due pezzi del cd.
A chiudere l’album l’elegante ‘Gnu suite’, una inconsueta sperimentazione musicale, con delicate note deframmentate e fluttuanti.  


E’ un album complesso ed elaborato nell’interazione tra gli strumenti del quartetto, difficile da capire al primo ascolto. Ancora oggi dopo innumerevoli ascolti mi capita di imbattermi in passaggi che non avevo mai considerato; su tutto il filicorno di Wheeler traccia dei sentieri quasi impercettibili, sofisticati e di non facile individuazione per un ascoltatore distratto. 

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