Jazz

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mercoledì 29 maggio 2013

NOMMO (1978) - MAX ROACH



Insieme a Paul Motian, Tony Williams e Jack de Johnette, Maxell Lemuel Roach, classe 1924, può a pieno diritto essere considerato uno dei più grandi batteristi della storia del jazz.

In particolare insieme a Tony Williams ha contribuito a sdoganare la batteria dalla logica di strumento impegnato unicamente ad assicurare il ritmo al resto del gruppo.

Influenzato dal Be-bop e più tardi dal Hard-bop, negli anni ’50 ha costituito un quintetto che ha prodotto il suo primo lavoro nel 1953.
Nel 1960 compone e incide We Insist! Freedom now suite, un disco di rottura, di impatto fortemente politico e incentrato sul riconoscimento dei diritti delle persone di colore.

Nel 1976 tra gli innumerevoli dischi suonati sia come leader sia come sideman ha pubblicato con l’etichetta Victor l’album Nommo.
Pur non essendo il suo lavoro più significativo è stato prodotto da Roach nel pieno della sua maturità jazzistica.
Il cd live composto da due soli pezzi, trasuda tutta la classe e il carisma del leader.
Il suo uso della batteria è potente e pervasivo, mentre la tromba di Cecil Bridgewater e il sassofono di Billy Harper accompagnano con delicatezza il soud imposto dalla batteria di Max Roach.
Il ricamo al basso di Reggie Worman, sempre a tempo nelle sue escursioni dalla fitta trama del disco, completano il quartetto.

E’ un cd complesso, studiato in ogni minima sfaccettatura, come l’assolo del sassofono nella parte centrale di ‘Nommo side A’ e i frequenti brevi assolo della batteria in tutto il cd.
Su tutto domina la perentoria presenza di Max Roach, splendido e impegnato interprete del suo tempo.


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