Insieme a Paul Motian,
Tony Williams e Jack de Johnette, Maxell Lemuel Roach, classe 1924, può a pieno
diritto essere considerato uno dei più grandi batteristi della storia del jazz.
In particolare insieme a
Tony Williams ha contribuito a sdoganare la batteria dalla logica di strumento
impegnato unicamente ad assicurare il ritmo al resto del gruppo.
Influenzato dal Be-bop e
più tardi dal Hard-bop, negli anni ’50 ha costituito un quintetto che ha
prodotto il suo primo lavoro nel 1953.
Nel 1960 compone e incide
We Insist! Freedom now suite, un disco di rottura, di impatto fortemente
politico e incentrato sul riconoscimento dei diritti delle persone di colore.
Nel 1976 tra gli innumerevoli
dischi suonati sia come leader sia come sideman ha pubblicato con l’etichetta
Victor l’album Nommo.
Pur non essendo il suo
lavoro più significativo è stato prodotto da Roach nel pieno della sua maturità
jazzistica.
Il cd live composto da due
soli pezzi, trasuda tutta la classe e il carisma del leader.
Il suo uso della batteria
è potente e pervasivo, mentre la tromba di Cecil Bridgewater e il sassofono di
Billy Harper accompagnano con delicatezza il soud imposto dalla batteria di Max
Roach.
Il ricamo al basso di
Reggie Worman, sempre a tempo nelle sue escursioni dalla fitta trama del disco,
completano il quartetto.
E’ un cd complesso,
studiato in ogni minima sfaccettatura, come l’assolo del sassofono nella parte
centrale di ‘Nommo side A’ e i frequenti brevi assolo della batteria in tutto
il cd.
Su tutto domina la
perentoria presenza di Max Roach, splendido e impegnato interprete del suo
tempo.


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