Jazz
sabato 4 maggio 2013
POINT OF DEPARTURE (1969) - ANDREW HILL
Parlare di 'Point of departure' di Andrew Hill vuol dire raccontare una delle pagine più significative della storia del jazz.
Non è solo un album di grande spessore, dalle molteplici sfaccettature e con interpreti di primo livello.
Questo cd uscito nel 1969 con la Blue Note ha tracciato la strada del jazz per gli interpreti di questo genere.
Kenny Dorham alla tromba, Eric Dolphy e Joe Henderson al sax, Andrew Hill al piano, Richard Davis al basso e Tony Williams alla batteria.
Oggi si direbbe un supergruppo, pieno di talenti e di jazzisti che erano o sono diventati compositori e strumentisti di riferimento per intere generazioni.
Come Tony Williams il simbolo della batteria moderna, oppure la tromba dai tempi rapidi e improvvisati di Kenny Dhoram, o ancora il disordine ordinato di Eric Dolphy sassofonista fuori dagli schemi.
Si incomincia con 'Refuge', dove i tre fiati spesso suonano all'unisono in un ritmo complesso sostenuto dalla batteria di Williams e dalle note veloci al piano di Hill.
In 'New Monastery' l'attacco è molto simile a Refuge, ma subito dopo è la tromba a entrare in scena e a creare un ritmo più ordinato per poi passare al picchiettare elegante delle note sul piano di Hill.
'Spectrum' è geniale nella sua semplicità. Guida il piano, ma dopo un intermezzo di batteria il sax di Henderson interviene prepotente a invadere la scena per poi duettare con il sax alto di Dolphy.
La musica scivola via in un intricato composto di suoni frammentati e quasi senza forma in 'Flight 19' dove solo il piano di Hill in sottofondo cerca di tracciare una strada ben definita.
Infine 'Dedication' è la malinconica marcia funebre di Andrew Hill. Il clarinetto di Dolphy è pacato e riflessivo, mentre Hill sembra accarezzare le note uscite dal suo piano come per consolarle. E' il turno del sax di Henderson con note lunghe e tormentate mentre Dorham in sottofondo suona una marcia triste.
Un cd folgorante, scontroso e introverso, pieno di classe ed eleganza, forza esplosiva e introspezione. Semplicemente un capolavoro.
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