Jazz

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sabato 11 maggio 2013

DECONSTRUCTED (1997) - STEVE SWALLOW




Steve Swallow è un bassista di fama internazionale, forse non conosciutissimo al grande pubblico ma molto stimato dai colleghi per la sua grande esperienza e per il modo singolare di suonare il basso a cinque corde.

Ha suonato con i più grandi jazzisti del suo tempo come Paul Bley, Gary Burton, Art Farmer, Roy Haynes, Carla Bley, John Scofield, Lee Konitz e tanti altri.

Deconstructed è il suo quinto cd da leader prodotto nel 1997 e contenente 10 brani originali essenzialmente di genere bebop.
In questo cd può contare su musicisti di grande esperienza come Chris Potter al sax, Ryan Kisorhave alla tromba, Mick Goodrick alla chitarra e Adam Nussbaum alla batteria.


‘Running in the family’ lascia spazio all’improvvisazione dei singoli, mentre in ‘Babble on’ il sax di Potter e la tromba di Kisorhave si intrecciano e dividono la scena in un singolare duello all’ultima nota ben sostenuto dalla potenza espressiva della batteria di Nussbaum.
Il ritmo cambia in ‘Another fine mess’ dove dal sax e dalla tromba escono note brevi quasi accennate su una trama esecutiva precisa dettata da Swallow e Nussbaum.
Nella scherzosa ‘I think my wife is a hat’ si sente per la prima volta in maniera netta la chitarra dai toni lievi di Goodrick che dopo un breve preludio iniziale si alterna con tromba e sax nella conduzione del pezzo.
‘Bird World war’ inizia con un assolo di batteria per poi continuare con un ritmo sostenuto e a seguire Swallow introduce una parentesi di bossanova con ‘Bug in a Rug’.
‘Lost in Boston’ è incentrata in una trama di note accennate e scontrose, prima di tornare al bebop di ‘Name that tune’ e ‘Viscous Consistency’
Per finire, in ‘Deconstructed’ è ancora la chitarra a introdurre il brano per poi lasciare spazio alle improvvisazioni di sax e tromba.

E’ un cd moderno, creativo, elegante che sa alternare sapientemente il ritmo spinto di alcuni brani in cui Potter e Kisorhave apportano la loro carica espressiva e improvvisazione a momenti più rilassanti in cui si intersecano con maestria il basso di Swallow, ma soprattutto la potente batteria di Nussbaum e l’elegante chitarra di Goodrick.   

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