Batterista di Chicago, classe 1942, è considerato uno dei più
esperti e polivalenti batteristi contemporanei.
Nella sua lunga carriera iniziata nel 1961
ha suonato gli stili più diversi sempre assecondando la sua innata capacità di improvvisazione.
Nel corso del tempo le sue collaborazioni sono diventate
innumerevoli come con Davis, Coltrane, Evans, Carter, Hancock, Holland e tanti
altri.
Il battesimo del fuoco è stato con Miles Davis quando ha
sostituito Tony Williams nel suo gruppo stellare partecipando tra le altre cose
alla registrazione di Bitches Brew.
Il grande pubblico lo associa al trio con Keith Jarrett e Gary
Peacock con i quali ha sfornato una fortunata serie di album.
Importante e da non sottovalutare anche la sua impronta come
leader e compositore.
Nel 1990, con altri due importanti jazzisti moderni come Pat
Metheny alla chitarra e Herbie Hancock al piano, realizza ‘Parallel Realities’,
album che si potrebbe quasi definire sperimentale, divertendosi a mescolare il
fusion con lo swing e il modern jazz.
Si comincia con il fusion di 'Jack in' sferzato dalla chitarra di Metheny per proseguire con le dolci melodie di 'Exotic Isles' dove dominano le note eleganti e sensuali del piano di Hancock.
'Dancing' ripropone il tema fusion con l'inconfondibile chitarra di Metheny e la sua sonorità brillante capace di incontrare il favore del grande pubblico. 'Nine over Reggae' è forse il più commerciale pezzo del brano, una concessione alla facilità di ascolto e in generale quello che meno ha convinto. Eleganza allo stato puro per 'John Mckee' dove ogni strumento si prende in carico un pezzo del brano con virtuose improvvisazioni ben supportate dalla grande libertà di battuta di Dejonhette e quasi gemella della successiva 'Indigo Dreamscapes', forse solo un po' più swing.
Per finire 'Parallel realities' è un piccolo capolavoro di stile, profondità espressiva, come sospesa dall'arte combinatoria della batteria di intrecciare suoni e ritmi. Perfettamente integrato nel brano l'utilizzo di strumenti che ricordano le danze di tribù africane intorno a un fuoco a invocare gli spiriti.
In assoluto uno dei miei pezzi jazz preferiti nell'era moderna.
Quando tre artisti di questo spessore ed esperienza si ritrovano insieme a suonare il risultato non può che essere di qualità adeguata.
Questa regola è ampiamente confermata in questo cd elegante e raffinato guidato da uno dei migliori batteristi contemporanei.

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